Share on Pinterest

Le bici sono sempre state una parte importante della mia vita. Da quando ho memoria, tutte le cose con le ruote mi hanno fatto sempre sognare, ma è sui pedali che ho trovato la mia strada.

Ricordo ancora come se fosse ieri il Natale in cui ho trovato in salotto la mia prima MTB con il cambio. Era uno Shimano SIS, non avrei potuto chiedere di meglio, mi durò un mese da quanto lo usai.

Sono arrivato alla bici per amore, non per necessità, un amore che negli anni ho coltivato e ampliato cercando di scoprire tutte le sfaccettature che quest’universo ha da offrire.

L'atleta Sergio Viganò durante un'acrobazia in aria con una bici bmx

Dal piccolo al grande

Mi piace pensare al mio percorso come a un percorso per gradi: il vero primo colpo di fulmine è stato sulle piccole ruote da 20″ di una BMX, per mutare poi gradualmente alla corsa e alle cronometro da triathlon.

Un percorso che si è evoluto all’interno di una passione che cercava il limite, ma con un interesse che guardava a qualsiasi bici, vedendo sempre di più il potenziale di questo mezzo e non solo la manifestazione di un’emozione.

Le due ruote mi hanno aiutato a costruirmi una professionalità e a fare della mia passione un lavoro, regalandomi grandi emozioni e, soprattutto, insegnandomi che se credi veramente in qualcosa e lavori sodo per averla, alla fine la ottieni.

Sergio Viganò in sella ad una bici da corsa

L’ultimo anno

Il 2020 passerà sicuramente alla storia per la drammatica crisi pandemica che il SARS-CoV-2 ha portato nelle nostre società. Un evento drammatico che tuttavia nasconde al suo interno una grande opportunità, come il bocciolo di un fiore nascosto sotto la coltre di neve che è solo in attesa del sole primaverile per rinascere e portare nuova vita ed energia.

Oggi ci troviamo davanti a una grande occasione, possiamo essere tutti artefici di un cambiamento e la bici può essere il cavallo su cui portarlo avanti.

Abbiamo vissuto e interiorizzato le negatività dei mesi passati in tutti i settori, abbiamo assistito al lockdown, alla cancellazione degli eventi, alle limitazioni sociali e all’inadeguatezza del nostro sistema davanti a una crisi di questa portata.

Ora penso sia il momento di guardare agli aspetti positivi che quest’esperienza ci lascia, tutti i punti critici sopra elencati non sono altro che spunti per migliorare il dinamismo della nostra società e il nostro stile di vita.

L'atleta Sergio Viganò in sella ad una bici da triathlon durante una gara

Allenamenti e stile di vita

Tra gli aspetti positivi di questo fermo forzato a mio avviso c’è una buona presa di consapevolezza su tanti aspetti che forse prima venivano trascurati.

Sicuramente è cambiato l’approccio nei confronti dell’indoor training, prima forse sottovalutato, velatamente snobbato, che durante il lockdown è stato sperimentato da molti e ha potuto dimostrare tutto il suo potenziale sia tecnico che sociale.

Prima si è sempre guardato a questa forma di allenamento come a un “tappabuchi” in caso di freddo e pioggia, quando in realtà è parte integrante di una preparazione completa, ma di questo parleremo approfonditamente più avanti.

Ci siamo accorti dell’importanza del nostro stato di salute generale, quindi l’attenzione si è spostata non solo sull’allenamento specifico, ma sulla cura dell’organismo in un senso più ampio, altro aspetto interessantissimo e fondamentale per vivere al meglio la bici e la vita in generale.

Tante persone si sono alzate dal divano e hanno iniziato ad apprezzare lo sport e in particolare la bici, che consente non solo di tenersi in forma ma di essere parte attiva di una civiltà più consapevole che sceglie uno stile di vita sostenibile.

Un'atleta di paratriathlon taglia il traguardo insieme alla sua tutor visiva

Gare

Le gare sono state forse tra i capitoli più incerti di questa stagione: mentre il ciclismo su strada si è ritrovato da metà estate in poi, il triathlon resta ancora incerto, soprattutto nel circuito Ironman.

Il mio plauso va senza dubbio a tutte quelle organizzazioni che ci hanno creduto e hanno lavorato per riportare le competizioni in strada, perché dove ci sono due braccia che si alzano al cielo c’è anche un bambino che sogna di mettere i piedi sui pedali e provare a vivere quelle emozioni.

Complimenti a ITU che è riuscita anche a dare sostegno al Paratriathlon, il 10 ottobre è andata in scena la Coppa del mondo, il mio tifo e quello di tutta la redazione è andato alla nostra Nazionale che ci ha sempre regalato grandi emozioni e così ha fatto anche in questa gara di ripresa, la Paratriathlon World Cup di Alhandra in Portogallo con un doppio podio italiano.

Un nuovo percorso

Questo 2020 è stato come fare una lunga salita, se chiudo gli occhi posso solo immaginare lo Stelvio e i suoi infiniti tornanti, ne usciamo tutti stanchi ma con la prospettiva di una lunga discesa e di una squadra che c’è e funziona.

Ho voluto iniziare il mio percorso qui a BiciLive.it con questa riflessione per presentarmi a voi lettori e appassionati di bici come me. Avrò la responsabilità di accompagnarvi nel mondo e nelle novità legate al mondo Strada e Triathlon, senza rinunciare a qualche excursus in altri universi delle due ruote.

La mia speranza è di vivere questo rinascimento della bici con voi, raccontandovi periodicamente la magia di un mondo che per restare in equilibrio necessita di un costante movimento.

Share on Pinterest

A proposito dell'autore

Appassionato di qualsiasi cosa abbia le ruote, la bici è presente nella mia vita da quando ho memoria. Ho la fortuna di viverla in quasi tutte le sue sfaccettature, sempre affamato della prossima novità. Ho trovato la soddisfazione agonistica nel triathlon, riuscendo nel 2017 a ottenere la qualificazione al campionato del mondo ironman 70.3. Sono istruttore FITRI e, mentre proseguo i miei studi in farmacia, cerco di scendere il meno possibile dai pedali provando a trasmettere la mia grande passione.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata