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Quali sono gli allenamenti consigliati per ogni tipologia di scarpa? Come abbiamo letto nell’articolo dedicato alle tipologie di scarpe da corsa, esistono veramente moltissimi modelli, ciascuno dei quali con una funzione specifica.

La scarpa giusta può fare la differenza per svolgere gli allenamenti al meglio delle nostre potenzialità, per questo motivo è bene sapere quando utilizzare un modello piuttosto che un altro.

In questo articolo spiegheremo qual è il miglior utilizzo do ogni tipo di scarpa dal punto di vista dell’allenamento, nella speranza di offrire qualche prezioso consiglio ai runner e ai triatleti meno esperti.

Allacciate le stringe, si va!

Sergio Viganò durante un allenamento di corsa

Allenamenti corsa con scarpe A0 minimaliste

L’utilizzo di queste scarpe è particolarmente indicato per lo sviluppo della sensibilità del piede e degli aspetti propriocettivi della corsa. Sono ottime per svolgere lavori come le andature o esercizi di tecnica sulle tavolette propriocettive.

Possono essere utilizzate anche per brevi tratti di corsa in cui si può curare l’impostazione del gesto.

Esiste una corrente legata a questa tipologia di scarpe che prende il nome di “barefoot running”: l’idea alla base è quella di correre il più possibile in modo simile al naturale, in cui alcuni atleti corrono addirittura scalzi. È una pratica sconsigliata a chiunque non abbia un’ottima gestualità di corsa e un allenamento avanzato, il rischio è di incorrere in forti infiammazioni o addirittura infortuni.

Allenamenti running con scarpe A1 superleggere

Sono scarpe particolarmente indicate per allenamenti veloci o gare brevi, generalmente non superiori ai 5000 metri. Questa tipologia di scarpa è ottima per svolgere al meglio lavori come ripetute medie o ripetute lunghe, per intenderci tra gli 800 metri e i 3000 metri.

Permettono una corsa molto leggera e agile, offrendo grande reattività. Grazie alla loro struttura permettono di far lavorare bene sia la muscolatura dell’arco plantare che il polpaccio in fase di spinta: caratteristica la sensazione di stanchezza ai polpacci dopo averle utilizzate correttamente.

Sebbene siano più strutturate delle A0 sono comunque consigliate a runner evoluti, perché non hanno particolari protezioni o sistemi di ammortizzamento. È preferibile non abusarne e utilizzarle solo durante lavori ad alta intensità e in gara.

Sergio Viganò durante una corsa di allenamento

Allenamenti corsa con scarpe A2 intermedie

Questa tipologia è già più versatile delle due precedenti, rientra ancora tra le scarpe ad alte prestazioni ma possono offrire diversi spunti a secondo dell’atleta che le utilizza. I runner più evoluti possono utilizzarle su gare lunghe, anche in maratona, e se sufficientemente tecnici e strutturati possono utilizzarle in allenamenti lunghi in cui i ritmi sono più sostenuti rispetto ai classici “lunghi lenti”.

Podisti meno evoluti o meno prestativi possono invece usufruirne per svolgere lavori simili a quelli che sono stati descritti per le A1. Compiere lavori veloci con questa tipologia di scarpa per chi sta ancora crescendo nel proprio percorso podistico, o per chi non ha grandi velleità agonistiche è importante per mantenere ben allenata la sensibilità del piede, la postura e la spinta.

Allenamenti running con scarpe A3 ammortizzate

Questa categoria di scarpa dovrebbe essere nella scarpiera di ogni runner. Le scarpe ammortizzate sono indicate per atleti di ogni genere.

Non bisogna mai dimenticare che la corsa è uno sport in cui inevitabilmente subiamo l’urto costante dell’impatto del piede contro il terreno. Svolgere allenamenti con scarpe ammortizzate è utile per prevenire gli infortuni e limitare l’insorgenza d’infiammazioni.

Queste scarpe sono indicate per svolgere lavori lunghi a ritmi blandi o allenamenti di recupero, idealmente dovrebbero essere le scarpe più utilizzate. Non sono particolarmente adatte a svolgere lavori di ripetute o ad alta velocità, la loro filosofia di costruzione non permette di trovare né una buona reattività né la corretta leggerezza.

Inoltre lo svolgere lavori dove è richiesta una spinta particolarmente decisa e un carico muscolare intenso rischia di usurare prima del tempo queste scarpe rovinandone la struttura della mescola ammortizzante.

Sergio Viganò durante un allenamento di corsa

Allenamenti corsa con scarpe A4 stabili

La vocazione di queste scarpe è la medesima delle A3, con la differenza che sono dedicate a tutti gli utenti con problemi di pronazione o che hanno bisogno di maggior supporto nella parte interna del piede.

Qualora l’appoggio del piede presentasse fenomeni pronatori particolarmente accentuati è fortemente consigliato rivolgersi a un ortopedico per una valutazione dell’appoggio ed eventualmente per la creazione di un plantare su misura.

Allenamenti corsa con scarpe A5 trail

La corsa sui trail (sentieri o fuoristrada) è completamente diversa dalla corsa su strada o su pista: è un po’ come cercare di paragonare la mountain-bike alla bici da corsa. Tuttavia correre in montagna è sicuramente utile per allenare la componente di forza perché fare attività in salita e in discesa richiede un carico muscolare ben più elevato di quello richiesto dal podismo tradizionale.

Se per gli appassionati di corsa o per i triatleti tradizionali questa tipologia di allenamento può essere un “di più” per rendere ancor più completa la preparazione, per gli amanti dei cross triathlon o del circuito Xterra sono indispensabili. Infatti, questo tipo di competizioni si svolge su sterrato e su percorsi in montagna: allenarsi su sentieri simili a quello della gara è fondamentale per evitare crisi durante la competizione.

È sconsigliato utilizzare le scarpe da trail per correre su asfalto perché la loro costruzione le rende particolarmente scomode per questo tipo di attività e sono soggette a rapida usura del carrarmato.

Sergio Viganò durante un allenamento in corsa

Allenamento running con scarpe A6 jogging

Queste scarpe non sono indicate per chi vuole compiere allenamenti podistici. Trovano il loro miglior utilizzo per corse saltuarie o per la preparazione in palestra. È ormai pratica comune inserire nella preparazione podistica sessioni di potenziamento in palestra con pesi o macchine specifiche.

Utilizzare una scarpa stabile e confortevole può aiutare a vivere meglio queste sessioni.

Allenamento corsa con scarpe A7 chiodate

Le regine indiscusse su pista, queste scarpe sono perfette per gareggiare sul tartan o per compiere lavori ad alta intensità come le ripetute brevi o medie. Le più indicate sono quelle da mezzofondo (MD): queste scarpe consentono di lavorare sempre in spinta e di sviluppare una grande reattività del piede.

Sono scarpe simili alle A1, quindi non bisogna abusarne e sono poco adatte a runner alle prime armi, tuttavia l’inserimento di lavori di qualità in pista è un ottimo modo per ottenere miglioramenti sensibili sia nella propria velocità che nella propria tecnica.

Stesso discorso vale per le scarpe da Cross Country (XC): questa disciplina si svolge nei campi da corsa su distanze che possono variare dai 2000 metri agli 8000 metri. Sono gare molto divertenti in cui è richiesto un grosso sforzo muscolare e risultano molto utili per allenare forza e stabilità soprattutto nel periodo invernale.

Sergio Viganò durante una corsa sulla pista

Allenamento con scarpe dotate di piastra in carbonio

Queste scarpe, pur essendo molto diverse strutturalmente, per utilizzo sono molto vicine alle A1 o alle A2. Devono essere utilizzate o nel giorno della gara o per lavori ad alta intensità, sono state sviluppate per ottimizzare la propulsione, non per fornirne una aggiuntiva.

Non bisogna commettere l’errore di pensare che siano scarpe che “corrono da sole”: sono modelli ingegnerizzati per rendere più facilmente avvicinabile il limite. Questo vuol dire che pur dando un ottimo feeling, richiedono comunque uno sforzo muscolare molto importante.

Il vantaggio è che le nuove mescole introdotte per lavorare in sinergia con il piatto in carbonio rendono queste scarpe più ammortizzate rispetto alle A1 o alle A2. Non possono assolutamente sostituire un A3 per le corse di tutti i giorni. Bisogna tener conto anche che proprio per le alte qualità reattive delle intersuole e per la loro leggerezza, queste scarpe hanno una vita media non particolarmente lunga, di conseguenza il loro utilizzo dev’essere ben dosato.

Sergio Viganò durante una corsa di allenamento

Allenamento per scarpe da bambino

Affidare i piedi dei bambini a dei prodotti che ne tutelino sia la salute che la crescita è importante. Tuttavia non è particolarmente consigliato far compiere ai bambini lavori specifici.

Lo sport deve rimanere un piacere e un gioco, non bisogna dimenticare che è un ottimo modo di apprendimento motorio e della valutazione delle proprie capacità. Permettere al bambino di divertirsi e di associare l’attività sportiva a esperienze positive è fondamentale perché lo sport diventi una presenza fissa nella sua vita.

Competizione e pressioni relative avranno modo di essere vissute nella tarda adolescenza o da adulti, qualora l’individuo decida di svolgere l’attività agonistica. Le gare sono attività positive per i bambini nel momento in cui sono utili a creare aggregazione, divertimento e il rispetto dei compagni e degli avversari.

La scarpa giusta per ogni allenamento: conclusioni

Arrivati fino a qui possiamo affermare che possedere almeno due paia di scarpe appartenenti a categorie differenti è particolarmente consigliato per poter svolgere l’allenamento nel migliore dei modi, senza stressare inutilmente il nostro fisico con materiale inadatto al lavoro svolto e di conseguenza senza abusare di un modello con lavori per cui non è stato sviluppato.

Per esempio avere nella propria scarpiera un A2 e un A3 è un compromesso che consente di coprire la maggior parte degli allenamenti possibili nel modo corretto.

Come sempre vi ricordiamo di rivolgervi a un negozio specializzato per poter provare diversi modelli e trovare quello più adatto alla forma del vostro piede.

E ai nostri lettori agli inizi consigliamo anche la lettura dei nostri articoli di approfondimento su come iniziare a correre, sugli infortuni più frequenti nella corsa e sul mal di schiena dopo la corsa: tutti argomenti che è bene conoscere quando ci si dedica a questa bellissima attività sportiva.

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A proposito dell'autore

Appassionato di qualsiasi cosa abbia le ruote, la bici è presente nella mia vita da quando ho memoria. Ho la fortuna di viverla in quasi tutte le sue sfaccettature, sempre affamato della prossima novità. Ho trovato la soddisfazione agonistica nel triathlon, riuscendo nel 2017 a ottenere la qualificazione al campionato del mondo ironman 70.3. Sono istruttore FITRI e, mentre proseguo i miei studi in farmacia, cerco di scendere il meno possibile dai pedali provando a trasmettere la mia grande passione.

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